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10 April Dont let me go...La macchina era parcheggiata davanti il cancello. Don’t let me go!! Con tutta l’anima. Come bacchette le note cadenzavano la più profonda libertà che si spandeva inebriando ogni senso che confuso si scambiava. Il tatto gioiva del gusto, e l’olfatto dell’udito o della vista, semplicemente, senza appellare ipocritamente la ”follia”. In questa armonia i nostri corpi, vuoti d’ogni fallacia, erano semplici e spogli, pur assorbendo quella grande luce che s’allaccia e s’avvinghia solo ai corpi che sanno svestire la propria anima della materia infetta. Così era il nostro mondo; capace di squartare tutta l’ipocrisia del mondo con una canzone, capace di cadere come un castello di carta tra le fiamme dell’orgoglio. Solo ora vedo ciò che prima era velato, solo ora riesco a sentire quanta tristezza, ansia e solitudine sparsa nel modo corrompe lo sconfortato ch’è preda dello sconforto e, come i sensi in quella notte, unisce la solitudine l’umiliazione e tutti i dolori che fanno cadere le lacrime dolci. Comments (1)
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